12 febbraio 2006

Mobilità in città



Il tema della mobilità è molto sentito di questi tempi; caos, inquinamento, cantieri stradali...
Ma anche ricerca di mezzi alternativi e riscoperta della pedonalizzazione.
Sembrerebbe un ottimo laboratorio dove confrontare abitudini e convinzioni, buoni propositi ed aspetti decisamente negativi; un ottimo tavolo di dibattito... certo... se affrontato in modo eguale da tutte le componenti e non siam qui per salutare sorella Utopia e domandarle un'opinione.
Purtroppo le tematiche incontrano necessità diverse ma quel che ci domandiamo e se sia veramente impossibile coniugare esigenze diverse, se ciò che manca in realtà non sia piuttosto la volontà sociale di proporre strade convergenti. Prendiamo ad esempio il Blocco totale delle auto Euro 0 che si è deciso a Firenze (così anche in altre città ma solo a Firenze si è ordinato il bando totale 24 h su 24 della circolazione).
Tutto il "merito" si è demandato a chi non possiede più un vecchio veicolo ed addita lo "sporcaccione" perché inquina. I cittadini colpiti da questo provvedimento si sono riuniti manifestando le proprie ragioni ed un loro punto di vista; quello di chi si ritrova senza mezzo non potendo far fronte ad esigenze di lavoro o altro... Perché? Perché privo dei mezzi economici utili a ricambiare il proprio vetusto (ma funzionante e regolarmente tassato) veicolo.
In realtà si scopre che sia automobilisti vecchi che nuovi, sia operai che pensionati, che giovani con utilitarie quali eredità familiari cercano solo il bene della comunità e sarebbero lieti di poter ridurre l'uso dell'auto ma allora occorrerebbe un ottimo trasporto pubblico... e questo... va ancora inventato. Ci si sta lavorando. Ma con soluzioni più preoccupanti che rosee; ci riferiamo alla necessità di dover esaltare qualsiasi progetto prima di vederlo in atto e così una Tranvia che taglia a metà una città storica vien definita "la cura" anche se per realizzarla si abbattono alberi, si chiudono strade creando ingorghi inutili ed appestanti, si radono al suolo case, si spostano beni artistici... si mettono in difficoltà piccoli commercianti tagliati fuori dalle aree di passaggio... e si lambisce il Battistero di Firenze.
Quel che manca è la voce dei cittadini, quel che manca è il parere dei cittadini ma espresso in un contesto che valorizzi le diversità ed indichi il bene comune... la preoccupazione, la lecita e fredda preoccupazione è che per ovviare all'ascolto del prossimo si preferisca ispirare una Babele di intenti capaci di sollevare gli uni verso gli altri, doimostrando l'impotenza della massa e la perentorietà dei singoli delegati.

In una parola? Solo un cittadino può tastare il polso di un cittadino e capirne le esigenze sorprendendone le aspettative.