14 febbraio 2006

Da che punto guardi il semaforo?



Credete che il mestiere di ciclista cittadino sia facile? Credete che la scelta di andare totalmente contro corrente sia forzata e non volontaria? Oppure siete tra quelli che pensano alla bici come un mezzo che si infila ovunque e non rispetta i segnali?


Ebbene, attraverso un collage delle vostre e-mail cerchiamo di dare un senso trasversale al
mondo della bicicletta.

Il cittadino che ha rinunciato all'auto perché troppo cara, perché ci sono ormai troppi parcheggi a pagamento in zone talmente ristrette dove un permesso di sosta vale nel raggio di cento metri ed a meno di non avere un metro a disposizione si rischiano multe salate. Le stesse multe che si è preso dai Telepass, le stesse che si è preso dai fotored, le stesse che si è preso laddove la segnaletica orizzontale era assente ma quella verticale presente all'inizio e solo all'inizio di una strada lunghissima con decine di vie di immissione da altre vie laterali. Questo pentito dell'auto incontra per strada l'amico che viaggia in sella ad una bici appena comprata, mentre chiacchierano alla fermata dell' autobus sentono le pesanti lamentele di chi è in attesa dell'ennesima corsa saltata. Il novello ciclista invita l'amico a dedicarsi allo sport ricevendo come risposta che l'inquinamento è tale da non permettere simili "boccate" d'aria. In quel momento tutti coloro in attesa dell'autobus si avvicinano al ciglio della strada spintonandosi prevedendo di accedere per primi al posto libero, ma... sull'autobus compare la dicitura "DEPOSITO" e tra gli insulti generali c'è chi si avvia a piedi, chi telefona invano ad un radio taxi e chi torna ad appoggiarsi al muro perché non ci sono neppure le panchine per l'attesa. Ecco che passa anche una fila di motorini, sobbalzanti sulle buche del terreno, uno perde il bauletto e quello che segue per evitarlo riga un'auto in sosta. Il ciclista contrariato ribatte all'amico che la bicicletta è sempre meglio di niente anche se... anche se la maggior parte del tempo la impiega per cercare pali o ringhiere cui assicurare il mezzo, anche se la segnaletica è spesso sconclusionata o totalmente sbagliata, questo accade quando non è assente del tutto, in quel caso si affida alla sorte ed attraversa gli incroci delle piste ciclabili in balìa della paura vera. Anche se la bici che inforca è l'ennesimo acquisto perché le precedenti sono magicamente sparite, vuoi ad opera dei vigili che le avevan trovate allucchettate dove non si poteva vuoi per altre ragioni di impellente necessità altrui.Perché mancano le rastrelliere, mancano i percorsi protetti ma la bicicletta è una bella invenzione e ti permette di guardarti attorno mentre l'auto ti esclude dal mondo. Passano altri due motorini, stavolta in senso contrario, sono gli stessi di prima che han trovato la strada chiusa ed anziché soffermarsi a respirare esalazioni nell'angusto vicolo cittadino hanno pensato di tornare sui propri passi percorrendo vie alternative. L'amico è indeciso e perplesso, preferirebbe utilizzare un'auto elettrica e vorrebbe che tutti facessero altrettanto. Questo proprio mentre una sonora clacsonata arriva ai danni di un quadriciclo elettrico in procinto di ripartire dal semaforo ma con la batteria al minimo poiché le stazioni di ricarica sono poche e poco pubblicizzate. L'auto non lo ha mai entusiasmato, soprattutto quando si trovava a dover litigare per un parcheggio arrivando a momenti di tensione inspiegabili e violenti, così come non sopportava l'arroganza delle seconde e terze file o la idiozia dei parcheggi in curva che impediscono la visuale delle auto provenienti dai sensi laterali. I due si salutano e mentre il ciclista abbandona il marciapiede ecco che arriva finalmente l'autobus con l'autista irritato per l'intralcio della fermata. Il giorno seguente i due colleghi si recano al lavoro in bicicletta ed esattamente nel punto in cui termina, senza indicazioni, la pista ciclabile ecco che quasi vengono investiti da un'auto che procede in senso unico inveendo contro questi ciclisti che credono di essere i padroni della strada...


Ovviamente potete arricchire di particolari!