29 marzo 2006

L'importanza dei libri




In questi ultimi giorni LaportAccanto ha avuto modo di interessarsi della tutela e della salvaguardia di uno spazio cittadino in Firenze che dai primi anni del 1900 è sempre stato luogo di incontro generazionale, sociale e culturale per lo scambio, l'acquisto ma soprattutto la lettura, la critica e la passione vera, profonda e carnale per i LIBRI. Se volessimo portarvi a conoscenza di un riassunto dei fatti potremmo dire che un Libraio è stato "gentilmente" invitato con una multa da 500 euro e vari altri escamotage o avvenimenti avversi ad allontanarsi da quel che era il "suo" salotto letterario; ovvero l'esposizione pubblica di libri e fumetti in una Piazza storica fiorentina, esattamente tra quella che era la Via de' Librai e l'antico Canto de' Cartolai... diteci voi se non è una beffa diabolica.

Sempre in attesa che un domani la situazione possa esser recuperata ripristinando lo stato dei fatti e tutelando l'intelligenza storica dei fiorentini, in questi giorni ci siamo chiesti se la forza dei libri abbia subito realmente dei cali dovuti al progresso tecnologico o se invece si siano semplicemente ridotti gli standard di offerta, se si siano solo elevati i costi in rapporto alla qualità.

Siamo certi che testi di anni passati o veri e propri cult generazionali siano sempre alla portata di tutti e suscitino sempre l'interesse dei giovani lettori; parliamo anche e soprattutto dei libri per ragazzi.

Svolgendo un breve sondaggio tra di noi abbiamo appreso come la lettura possa ancora creare aggregazione e scambio culturale... forse il problema è realizzare biblioteche a maggior misura d'uomo moderno senza perdere la classicità del libro. Quando parliamo di biblioteche moderne lo intendiamo nel senso pratico e spartano del termine, per svegliare il tecnologismo dell'uomo del domani; con panche di legno, possibilità di interagire con altri lettori, possibilità di scambiarsi pareri sui libri letti, occasioni di letture all'esterno di locali perimetrali...
Certo dirlo da un Blog in Internet sembra riduttivo ma sappiate che se ne avessimo la possibilità ci piacerebbe concretizzare non uno ma dieci salotti culturali dove poter tornare a discutere ed a confrontarsi nel piacere dello stare insieme, del contatto umano e nella capacità infinatamente umana di coinvolgere il prossimo nei propri stati d'animo tramite il linguaggio.
Secondo noi un buon libro può ancora salvarci dall'indifferenza e dall'abbandono di noi stessi.

16 marzo 2006

Elezioni 2006 - Ci tocca...



18 milioni di italiani lo hanno seguito... probabilmente sperando, per una volta, di riuscire a capire qualcosa appassionandosi alla politica. Beh, appassionarsi alla politica è difficile, diciamo con la speranza di interessarsi dei fatti pubblici.
Quel che ha suscitato in noi è la sfrenata volontà di votare per il terzo candidato... che non era presente, che probabilmente si trovava a casa in attesa che la natura umana segua il suo corso dando, un giorno, un minimo segno di cambio generazionale e sociale. Si parla ai giovani... è bene che finalmente i giovani vengano ascoltati invece. Parliamo di quei ragazzi, tanti, che hanno migliaia di cose da dire e che quotidianamente tengono per sé perché non sanno come esprimere le proprie idee, forse perché soffocati dagli standards, dalle frasi fatte e da tantissime piccole paure create ad arte. Sarebbe facile dire che i giovani di oggi non sarebbero preparati per dare un indirizzo politico e sociale ad un Paese... certo è facile dire che i giovani sono incapaci di quella maturità che... ah, perché, ci vuole maturità?
Forse basterebbero buon senso e spirito d'osservazione, ideali e volontà di crescere; forse basterebbero spirito di gruppo e tolleranza.
"I giovani sono il futuro!"... Sì, sì certo... per fare tante cose e per non fare niente, sono il futuro da tenere in gabbia e la merce da sfruttare... l'importante è che restino fuori dai giochi dei grandi... quegli stessi grandi che cercano di limitare al massimo la loro formazione e la capacità di crescere socialmente e professionalmente tenendoli al di fuori di centinaia di caste ed organismi ristretti; impedendo loro di poter progettare un proprio futuro e fornendogli solo dosi massicce di pessimismo e di qualunquismo, di falsa serenità e di favole sempre più moderne. Noi avremmo ascoltato volentieri il terzo.
Scusateci ma mancava il pubbblico.

04 marzo 2006

Redazione Roma / Il Tritone maltrattato

Nel suo best seller 'Angeli e demoni', Dan Brown si inventa di sana pianta che la fontana del Tritone sia stata posta al centro di piazza Barberini solo di recente, per sostituire un obelisco. Ovviamente non è vero, il capolavoro del Bernini è lì dal 1643 e ha vissuto, imperterrito, la lunga e incessante trasformazione della città.


Ma le invenzioni di Dan Brown sono niente, in confronto a quello che si può vedere ad occhio nudo: l'ultimo restauro del Tritone risale al 1998, eppure la fontana presenta già segni molto evidenti di degrado. Il torace del Tritone è coperto da uno strato di incrostazioni il cui colore varia dall'arancione al marrone, la grande conchiglia e la base non sono in condizioni migliori. Oltretutto il getto d'acqua, limitato nei mesi invernali, espone impietosamente il degrado agli occhi di romani e turisti.
Certo, i monumenti da restaurare e tutelare a Roma sono tanti (e sicuramente avremo tempo e modo per parlarne su queste pagine virtuali), e il Tritone non ha la priorità; resta però il brutto spettacolo, e la perplessità sull'efficacia di un restauro i cui risultati vanno in fumo nell'arco di un lustro o poco più. Torneremo presto a parlarne.

19 febbraio 2006

Redazione Roma - Avventure in città /2

Alla fine del 1800 le statue dei tritoni, opera probabilmente di Giacomo della Porta, che adornavano la Fontana del Moro in Piazza Navona vennero sostituite con delle copie. Gli originali vennero successivamente collocati a Villa Borghese, nel Giardino del Lago, disposti a semicerchio attorno ad una vasca, come potete vedere in queste foto d'archivio.


E come si può vedere, dopo oltre un secolo di permanenza nel Giardino del Lago, le condizioni dei tritoni non erano delle migliori, vittime degli agenti atmosferici ma, soprattutto, degli atti di vandalismo, che hanno danneggiato e persino decapitato una delle statue.
In occasione di alcuni lavori in questa parte di Villa Borghese, le statue sono state spostate e poste in salvo, in attesa (si spera) di un meritato restauro.
Oggi, chi si reca nel rinnovato Giardino del Lago, può vedere le basi abbandonate dei tritoni.


Sono quasi un inno alla provvisorietà, questi (presumibilmente preziosi) basamenti vuoti. E soprattutto sono un segno della resa incondizionata ai vandali. Come si diceva una volta, una prece per le statue dei tritoni, sperando che ora stiano in un posto migliore.

18 febbraio 2006

Dalla Redazione di Roma - Avventure in città /1

L'influenza aviaria, tanto per smentire quelli che l'avevano semplicisticamente battezzata 'influenza dei polli', ha colpito i cigni e le anatre.
Loro però non lo sanno...

...le tradizionali anatre che popolano il laghetto di Villa Borghese a Roma, ideali rappresentanti di quelle che possiamo trovare in altri corsi d'acqua. Nessuno le ha informate del pericolo che corrono in questo periodo, e anzi, sembrano particolarmente felici per l'arrivo dei primi raggi di sole dopo il lungo inverno.
Non c'è bisogno di essere chiaroveggenti per prevedere che, presto o tardi, a qualche bel cervello (rigorosamente umano) verrà in mente di chiedere controlli e contromisure anche contro di loro. D'altronde, lo sappiamo, quando ci sono cose importanti da fare è il momento migliore per dedicarsi alle futilità. L'importante è che, per ora, questi bellissimi (e puliti) esemplari continuino a prendere il sole indisturbati.

E se i veri polli fossimo noi?

17 febbraio 2006

Ah, se fossi il Sindaco... !


Chissà quante volte ci sarà passato per la testa!

A noi sicuramente è venuto in mente per esempio guardando le storiche panchine di una Piazza come Santa Croce; un salotto mondiale. Panchine sottratte dall'amministrazione nel lontano 2002 per "restauro", si mormorava... Sì eran lì da anni e neppure l'Alluvione del 1966 le aveva scalfite in più mancavano giusto pochi giorni al Social Forum fiorentino e qualcuno "malignamente", per carità, ha sostenuto che le togliessero per evitar loro l'incontro con i Black Block...


Ma il bel Black Block ce l'ha fatto il Comune che dopo 4 anni ci regala e regala ai turisti una piazza priva di seggi con delle toppettine in cemento a panchinara memoria...
Ah, se fossi stato il Sindaco.

E tu? Quand'è l'ultima volta che l'hai esclamato?

14 febbraio 2006

Alla ricerca della città perduta



Avete mai provato la giornata del cittadino straniero?
Di cosa si tratta? E' un semplice gioco da farsi da soli, in coppia o ancor meglio in società.

Occorrono, nell'ordine:
- un giorno libero
- una macchina fotografica d'ordinanza
- una carta topografica della vostra... giusto per fare scena perché presto la riporrete, girovagando a caccia di angoli persi nei ricordi...
- buon umore di fondo
- e del sano appetito che non guasta...

- se poi volete esagerare anche una bandierina colorata da far portare al capogruppo, magari con lo stemma della vostra città!

A questo punto vi divertirete a ripercorrere strade che vedete tutti i giorn... eh, eh! Credete di vedere ma in realtà sapete bene che sono lì e non ve ne curate affatto... dare per scontato la realtà è un grosso problema per mantenere vive le radici storiche di una comunità.

Vi assicuriamo la riuscita del gioco che inoltre vi permetterà di rinvigorire lo spirito critico proprio dell'essere umano. Con tale spirito sarete in grado di discernere con coscienza i vari elementi assimilati nel fugace scorrere dei giorni... le riflessioni che fioccheranno vi lasceranno senza parole, vi scuoteranno e per le vie ed i vicoli del vostro centro storico assaporerete ricordi che inizialmente vi sembreranno di altre persone in un altro luogo. Questo finché quel particolare, quella pietra ondulata, quel marciapiede, quell'albero o semplicemente una finestra aperta ed il portone di una chiesa non vi ricorderanno di voi...
Perché la città va vissuta ogni giorno come una scoperta e se possibile curata con l'affetto che si presta nell'arredare la propria casa...

FATECI SAPERE DI UN VOSTRO EVENTUALE GIRO TURISTICO!

Riflessione in musica



"Io non voglio più sprecare una parola, perché il gioco proprio non lo reggo più... l'ultimo bicchiere e me ne andrò, non se ne può più di queste storie finte che si basano sui
film e non ti danno mai qualcosa più di un freddo vuoto
"
A cosa vi fa pensare? Liberamente...

Dove va a finire il cielo?



Che fine fanno i soldi delle multe?

Non potete immaginare le volte che ci arriva una e-mail con questa domanda.Però... ci chiediamo... dobbiamo guardare la domanda o quel che c'è dietro? Se il cittadino ritenesse di vedere ben spesi i suoi soldi perderebbe tempo ad arricchire i naturali dilemmi della mente umana? Allora ci sorge l'idea che il degrado e l'indifferenza in cui versano le nostre città spingano gli abitanti a domandarsi se non vi siano sostegni economici utili a migliorare le cose; sempre i soldi. No. Non sono sempre i soldi a fare la differenza, almeno non nella tutela di una città; per questo basterebbero criterio e buon senso uniti ad una attenta programmazione e ad un monitoraggio del territorio con una promozione mirata della sensibilità civica. Fatto è che se le entrate da infrazioni sono cospicue ma le cose non vanno e le situazioni claudicanti non vengono ripristinate... viene logico domandarsi quali siano le ulteriori priorità che il medio cittadino ahinoi non arriva a percepire.
Secondo voi un Comune che chiede al cittadino di prestare attenzione alla propria strada, alla propria piazza e poi per primo lascia andare in malora la strada e rivolta la piazza per costruire un parcheggio è un Comune che vedrà recepito il proprio messaggio oppure dovrà fare i conti con un cittadino deluso e contrariato? Un Comune che invita alla pulizia... "non gettare cartacce!"... ma poi non fornisce cestini per la spazzatura costringendo ad inventarsi fantasiose alternative, compresa la tasca dei pantaloni, agisce nel migliore dei modi? Un Comune che predispone tutti i mezzi possibili ed immaginabili per rilevare multe ed inserisce nel proprio bilancio preventivo un aumento costante di entrate da contravvenzioni è un Comune cosciente che punta alla funzione deterrente della multa con apposita segnaletica e informazione oppure è un Comune che punta ad avere un'entrata fissa e per questo è bene che meno si sappia dei divieti meglio è ?
Per carità... siamo qui per farci delle domande, domande che rivolgiamo anche a voi. Anzi, siamo costruttivi;

Se tu fossi amministratore della tua città come spenderesti in
proporzione il 100% delle entrate?

Da che punto guardi il semaforo?



Credete che il mestiere di ciclista cittadino sia facile? Credete che la scelta di andare totalmente contro corrente sia forzata e non volontaria? Oppure siete tra quelli che pensano alla bici come un mezzo che si infila ovunque e non rispetta i segnali?


Ebbene, attraverso un collage delle vostre e-mail cerchiamo di dare un senso trasversale al
mondo della bicicletta.

Il cittadino che ha rinunciato all'auto perché troppo cara, perché ci sono ormai troppi parcheggi a pagamento in zone talmente ristrette dove un permesso di sosta vale nel raggio di cento metri ed a meno di non avere un metro a disposizione si rischiano multe salate. Le stesse multe che si è preso dai Telepass, le stesse che si è preso dai fotored, le stesse che si è preso laddove la segnaletica orizzontale era assente ma quella verticale presente all'inizio e solo all'inizio di una strada lunghissima con decine di vie di immissione da altre vie laterali. Questo pentito dell'auto incontra per strada l'amico che viaggia in sella ad una bici appena comprata, mentre chiacchierano alla fermata dell' autobus sentono le pesanti lamentele di chi è in attesa dell'ennesima corsa saltata. Il novello ciclista invita l'amico a dedicarsi allo sport ricevendo come risposta che l'inquinamento è tale da non permettere simili "boccate" d'aria. In quel momento tutti coloro in attesa dell'autobus si avvicinano al ciglio della strada spintonandosi prevedendo di accedere per primi al posto libero, ma... sull'autobus compare la dicitura "DEPOSITO" e tra gli insulti generali c'è chi si avvia a piedi, chi telefona invano ad un radio taxi e chi torna ad appoggiarsi al muro perché non ci sono neppure le panchine per l'attesa. Ecco che passa anche una fila di motorini, sobbalzanti sulle buche del terreno, uno perde il bauletto e quello che segue per evitarlo riga un'auto in sosta. Il ciclista contrariato ribatte all'amico che la bicicletta è sempre meglio di niente anche se... anche se la maggior parte del tempo la impiega per cercare pali o ringhiere cui assicurare il mezzo, anche se la segnaletica è spesso sconclusionata o totalmente sbagliata, questo accade quando non è assente del tutto, in quel caso si affida alla sorte ed attraversa gli incroci delle piste ciclabili in balìa della paura vera. Anche se la bici che inforca è l'ennesimo acquisto perché le precedenti sono magicamente sparite, vuoi ad opera dei vigili che le avevan trovate allucchettate dove non si poteva vuoi per altre ragioni di impellente necessità altrui.Perché mancano le rastrelliere, mancano i percorsi protetti ma la bicicletta è una bella invenzione e ti permette di guardarti attorno mentre l'auto ti esclude dal mondo. Passano altri due motorini, stavolta in senso contrario, sono gli stessi di prima che han trovato la strada chiusa ed anziché soffermarsi a respirare esalazioni nell'angusto vicolo cittadino hanno pensato di tornare sui propri passi percorrendo vie alternative. L'amico è indeciso e perplesso, preferirebbe utilizzare un'auto elettrica e vorrebbe che tutti facessero altrettanto. Questo proprio mentre una sonora clacsonata arriva ai danni di un quadriciclo elettrico in procinto di ripartire dal semaforo ma con la batteria al minimo poiché le stazioni di ricarica sono poche e poco pubblicizzate. L'auto non lo ha mai entusiasmato, soprattutto quando si trovava a dover litigare per un parcheggio arrivando a momenti di tensione inspiegabili e violenti, così come non sopportava l'arroganza delle seconde e terze file o la idiozia dei parcheggi in curva che impediscono la visuale delle auto provenienti dai sensi laterali. I due si salutano e mentre il ciclista abbandona il marciapiede ecco che arriva finalmente l'autobus con l'autista irritato per l'intralcio della fermata. Il giorno seguente i due colleghi si recano al lavoro in bicicletta ed esattamente nel punto in cui termina, senza indicazioni, la pista ciclabile ecco che quasi vengono investiti da un'auto che procede in senso unico inveendo contro questi ciclisti che credono di essere i padroni della strada...


Ovviamente potete arricchire di particolari!